Le Ricerche

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Ambienti acquatici

Nel Parco abbondano le aree umide: laghi artificiali (Lago Grande, Lago di S. Cristoforo, Lago della Strada, Lago Risera, Lago della Verna, Lago dei Germani), lanche originariamente realizzate per scopi venatori (Lanche Ferloc, Bassa dei Cani, Bassa Mandrello, Bassa delle Cannette, Bassa Colleria) o semplicemente pozze temporanee, formatesi per lo più all’interno del bosco. Tutti questi ambienti vengono definitiĀ lenticiĀ (di acqua ferma).

Tutte le zone umide del parco rappresentano biotopi interessanti in quanto elementi di diversificazione ecologica; ospitano una flora ricca di elofite ed idrofite non comuni e costituiscono ambienti di vita o comunque siti di riproduzione, alimentazione e/o abbeverata per numerose specie animali.
Vi crescono piante caratterizzate da adattamenti biologici diversi in funzione del tipo di habitat:Ā Phragmites australisĀ (fig. 1),Ā Typha latifolia, Alisma plantago-acquatica, tre specie ampiamente comuni lungo i bordi degli habitat acquatici, possiedono la base della pianta normalmente sommersa nell’acqua, mentre gli apparati fiorali sono emersi (vengono definiteĀ alofite). LaĀ NympheaĀ albaĀ e diverse specie diĀ PotamogetonĀ crescono nel bel mezzo degli specchi d’acqua, sono totalmente o prevalentemente sommerse con apparato che penetra nel substrato e assorbono dall’acqua attraverso fusti e foglie ciò che abbisognano: ossigeno, sali minerali, biossido di carbonio (rizofite).
A causa di periodici livelli bassi d’acqua, nella seconda vasca della Lanca di Bassa dei Cani si ĆØ sviluppata una vegetazione sommersa di alga verde del gruppo Chara sp.Ā L’habitat ĆØ incluso dalla Direttiva Habitat (fig. 2)

In condizioni naturali la vegetazione di sponda (cannuccia di palude, tife) tende a svilupparsi in modo dominante causando l’innesco di una serie di successioni che rendono tali habitat meno stabili, caratterizzati cioĆØ da un più elevato dinamismo. Gli ambienti, in particolar modo quelli di ridotte estensioni, sono cosƬ destinati a evolversi verso un climax forestale attraverso diversi possibili stadi:
Associazione a ninfee - associazione a prhagmite e tife – ontaneti – bosco climax querco-carpineto

Ad esempio il laghetto delle ninfee, al Pian Bruciato, caratterizzato da acque basse, più o meno torbide, se lasciato ad una evoluzione naturale tenderĆ  a chiudersi per l’invasione di una fascia di canneto aĀ Typha latifogliaĀ Sparganium erectum.Ā e la presenza attuale tra la vegetazione sommersa, della rara pianta carnivoraĀ Utricularia cfr. vulgaris, oramai in forte regressione causa le opere di bonifica delle paludi di pianura.Ā Il sito ĆØ contemplato nella Direttiva HabitatĀ (Laghi eutrofici naturali): per questi motivi ĆØ necessario impedire la trasformazione dell’ambiente del laghetto, interrompendo di fatto le successioni vegetazionali spontanee ad un livello di fitocenosi al primo stadio.

I greti

Gli ambienti di greto, definiti lotici (d’acqua corrente) sono dai numerosi rii, canali e torrenti che solcano il territorio della MandriaĀ (fig. 3). Essendo la maggior parte di piccola portata, soffrono di periodi anche prolungati di siccitĆ , soprattutto in questi ultimi anni. Il principale corso d’acqua ĆØ il torrente Ceronda, che in alcuni tratti confina bruscamente con aree prative, mentre in altri rimane circondato da fasce di vegetazione arborea-arbustiva più naturale.
La vegetazione igrofila ĆØ in grado di adattarsi alle variazioni dei fattori ecologici, come ad esempio la velocitĆ  della corrente, e formare popolazioni sub-permanenti legate alla divagazione degli alvei o a periodiche esondazioni. Diffusi sono i popolamenti a salice bianco, rosso e di ripa, adattabili ai suoli ghiaiosi e alla turbolenza delle acque, o le associazioni degli ontani capaci di sopportare maggiormente il prolungarsi dei ristagni d’acqua. In numerosi canali si rinvengono galleggianti sull’acqua comunitĆ  aĀ Lemna minorĀ mentre ai bordi cresconoĀ Polygonum hydropiperĀ eĀ Myosotis scorpioides.