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Dona il tuo 5 x 1000 per la Ricerca Scientifica

alle Aree Protette dei Parchi Reali

( Parchi Reali , 02 Giugno 2022 )

Dal 2018 si può destinare il 5 per mille alle Aree Protette dei Parchi Reali

Basta inserire nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale/partita I.V.A. dell'ente Parco: 01699930010

Il "5 x 1000" è una piccola porzione delle imposte, che ogni cittadino versa allo Stato, e che da questo viene destinata ad enti  scelti dai cittadini nella propria dichiarazione dei redditi.

Dal 2018 anche l'Ente di gestione delle aree protette dei Parchi Reali, terminato l'iter di  registrazione, compare nell'elenco, pubblicato sul sito internet dell'Agenzia delle Entrate, quale ente abilitato a ricevere i contributi del 5x1000 nel settore della ricerca scientifica.

Grazie al 5x1000 delle dichiarazioni dei redditi 2020 (ultimo dato ufficiale disponibile) sono stati introitati dall'Ente Parchi Reali circa 4.600 euro, interamente destinati a incrementare la ricerca scientifica in campo naturalistico nelle aree protette gestite.

In particolare i fondi del 5x1000 contribuiscono a rendere possibili le seguenti azioni:

-          contrattualizzazione di un esperto che sta conducendo ricerche sulla presenza di specie rare e a rischio estinzione in collaborazione con il personale dei servizi ambiente e vigilanza;

-          acquisto di strumentazione scientifica e informatica fra cui tablet, microscopi, fototrappole, retini, manuali di riconoscimento e altre attrezzature specifiche necessarie per i monitoraggi.

L'obiettivo è quello di approfondire le conoscenze di base su tutti i gruppi faunistici presenti nelle aree protette e nelle Zone Speciali di Conservazione gestite, conoscenze indispensabili per la progettazione di azioni di tutela delle specie minacciate soprattutto attraverso la conservazione dei loro habitat. La ricerca di base fornisce gli elementi necessari per la redazione dei piani di gestione, obbligatori per le ZSC, e dei progetti da sottoporre a finanziamento candidandosi ai bandi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano di Sviluppo Rurale.

Una attenzione particolare viene data alle specie di cui agli Allegati II e IV della direttiva Habitat, per le quali sono richiesti report sullo stato di conservazione ogni 6 anni. Ricercati speciali per le nostre aree sono il Saga pedo, un insetto stecco di grandi dimensioni delle zone aride, segnalato presso il Monte Lera, e i lepidotteri Lycaena dispar, Euphydryas aurinia, Euplagia quadripunctaria e Maculinea arion. Le ricerche avviate hanno già consentito di accertare la presenza di Rana temporaria e della Lampreda padana (Lethenteron zanandreai) in Mandria, di Zerinthya polixena al Monte Lera e di Osmoderma eremita a Stupinigi.

Un supporto alle ricerche sui lepidotteri viene dal progetto di citizen science "Dove volano le Falene – i cittadini e la scienza per indagare la biodiversità notturna", finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca, cofinanziato dall'Ente parco e realizzato in collaborazione con l'Università di Torino - Dipartimento di Scienze della vita e biologia dei sistemi, in cui sono previsti interventi di educazione ambientale per scuole e cittadini, formazione di esperti e monitoraggi delle farfalle diurne con transetti e delle falene con trappole luminose.

Altra ricerca in corso riguarda in particolare i licheni, condotta in collaborazione con l'Università di Torino, sulla base di un contributo regionale.  

Sul versante del mantenimento e della ricostituzione degli habitat l'Ente parco in questi ultimi anni si è impegnato nel ripristino di ambienti umidi per favorire la fauna ittica autoctona e la  reintroduzione della testuggine palustre.  Inoltre sono in corso molti progetti per la ricostituzione delle formazioni forestali planiziali, con attività di censimento ed estirpazione delle specie esotiche invasive, fra cui il ciliegio tardivo, e con interventi volti alla conservazione degli alberi vetusti, salvaguardando la loro particolare fauna di invertebrati.

Per il territorio del Parco di Stupinigi è in programma la redazione del Piano di Gestione della ZSC, in buona parte già finanziato dalla Regione, per il quale è necessario raccogliere ulteriori informazioni su molti gruppi faunistici fra cui lepidotteri, chirotteri e micromammiferi.

Il supporto finanziario di Compagnia di San Paolo concesso al progetto RI.Vauda consentirà di pianificare interventi anche nella riserva della Vauda per riqualificare habitat naturali protetti, importanti per la tutela della biodiversità a livello europeo, fra cui soprattutto le zone umide, che l'evoluzione del territorio ha fortemente ridotto.

Destinare il proprio 5x1000 all'ente parco è semplice: basta indicare nell'apposita sezione della dichiarazione dei redditi l'esatta denominazione del destinatario (Ente di gestione

delle Aree Protette dei Parchi Reali) ed il codice fiscale/partita I.V.A. (01699930010).

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